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IL
MOSAICO

Si possono adottare molti tipi di
materiali, che permettono effetti diversi ed hanno ciascuno i propri
vantaggi.
I supporti
Il supporto più diffuso è il
calcestruzzo
(sabbia e cemento) dato la sua adattabilità a vari contesti. Si pone
sulla parete una rete, quindi uno strato di calcestruzzo almeno di
13 mm di spessore, così da proteggere il mosaico dalla fessurazione.
Le colle
La più utilizzata è certamente la
malta: applicabile su tutte le superfici.
Si utilizzano anche adesivi a base di
cemento, che sono concepiti in funzione del supporto, con vari tempi
di presa. L'impiego dei due tipi di colla bianca (normale e solubile
in acqua) è anche frequente.
Messa in
opera del mosaico
Esistono due metodi diversi:
- il metodo
diretto: è il più semplice e il più rapido. Dopo avere
effettuato un disegno a carboncino sul supporto, si applica uno
strato poco spesso di adesivo sulle zone da lavorare. Si dispongono
inizialmente le tessere più grandi, quindi si inseriscono le più
piccole; questa disposizione è realizzata dell'esterno verso
l'interno. In seguito si applica uno strato di cemento (per le
giunzioni tra le tessere) che si asporta dopo essiccazione.
- il metodo
indiretto: si attaccano le tessere alla rovescia su un supporto
provvisorio, per ottenere una superficie piana. Quindi si incolla il
tutto sul supporto definitivo, e si toglie il fondo provvisorio. Il
supporto provvisorio è la
carta Kraft. Questo tipo di carta è sensibile all'adesivo solubile
in acqua e si deforma. Le tessere incollate sulle convessità si
troveranno nelle concavità una volta che si sarà attaccato l'insieme
sul supporto definitivo.
Vetri e
smalti
Hanno grande fascino, per le
sorprendenti e meravigliose suggestioni di luce che producono.
Vengono prodotti per la mancanza di colori particolari in natura,
oppure per creare superfici brillanti e resistenti all'acqua.
Possono essere utilizzati per mosaici prevalentemente parietali,
data la scarsa resistenza all'usura che li rende fortemente
deperibili se sottoposti a calpestio. L'unica eccezione è costituita
dalle tessere a foglia metallica che possono essere impiegate anche
nella pavimentazione.
Si distinguono diverse tipologie di
tessere a matrice vetrosa:
- tessere in
vetro omogeneo: tessere di colore omogeneo intenso nero, blu,
viola, marrone e verde che impedisce la trasparenza e quindi la
visione della malta di allettamento sottostante.
- tessere in
pasta vitrea: tessere di vetro colorato nel quale sono disperse
fasi (parti omogenee di un sistema che risultano delimitate da una
superficie di separazione fisicamente definita, come ad esempio
olio
più acqua) cristalline o gassose per ridurne la trasparenza e
modificarne la tonalità di colore. Possono essere semitrasparenti o
opache; si producono in 4 o 5 toni di colore; le più intensamente
colorate sono costituite da vetro trasparente, perché la colorazione
impedisce di vedere la
malta
di fondo, mentre le gradazioni più chiare sono ottenute con la
dispersione di un
minerale
cristallino bianco che aumenta l'opacità, con minor quantità di
colorante.
- tessere opache:
tessere in pasta vitrea nelle quali l'abbondanza di fasi cristalline
rende completamente opaco il vetro.
- smalti:
tessere traslucide e opache più brillanti e luminose in cui
l'effetto di lucentezza è dovuto all'ossido di piombo: per questo
sono detti anche vetri al piombo. Sono costituiti da una massa
vetrosa portante in sospensione una dispersione colloidale di ossidi
di vari metalli con funzione colorante, opacizzante e ossidante.
Tecniche di
esecuzione
Mosaici
parietali
Sul muro grezzo si stende l'arriccio,
poi uno strato di
malta
fine, costituita da marmo,
calce
e
pozzolana.
A San Marco si faceva uso di chiodi, anche 37 al m2, per
sostenere il mosaico: col tempo si è capito che non servono e
inoltre ostacolano i restauri. Nel
XII
e
XIV secolo,
a
Firenze,
si usano calce, polvere di marmo,
tufo
e gomme. Il
Vasari
tramanda una ricetta composta da calce, travertino, cocciopesto e
albume: la calce aggiunta all' albume costituisce un cemento
durissimo.
Metodo
diretto
È il metodo migliore: viene eseguito in
situ, nelle condizioni di luce nelle quali l'opera verrà vista,
importante soprattutto per l'effetto dell'oro. È possibile anche la
prefabbricazione su pannelli in
cemento
armato spessi 2 cm, rinforzati da rete metallica; il
mosaico viene eseguito in laboratorio e montato con
grappe
di
ottone.
Metodo
indiretto
Il mosaico viene preparato in
laboratorio, con le tessere capovolte incollate con la colla su
carta o tela: è adatto per superfici piane, come pavimenti e
rivestimenti di piscine, poiché le tessere risulteranno sullo stesso
livello e avranno la stessa angolazione. Se il mosaico sarà di
grandi dimensioni, la superficie verrà scomposta in parti più
piccole e maneggevoli, con il perimetro che segue la decorazione o
comunque con contorni frastagliati per mimetizzare meglio i giunti.
Il mosaico o le sue sezioni vengono collocate sullo strato di malta
o legante ancora fresco e poi battuto con un apposito strumento
chiamato "batti", fino a che il legante non sia penetrato attraverso
tutti gli interstizi fra le tessere. A questo punto si può asportare
la carta e portare così alla luce il mosaico finito.
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